giovedì, 21 agosto 2008, 23:05

Venticinque

Mi sono svegliata l'altra mattina avvertendo la sensazione di qualcosa di diverso. La stanza era sempre la stessa di tutte le estati, i miei piedi mentre si infilavano nelle ciabatte erano i miei: un pò grandi e poco da donna.
Ci è voluto un pò per rendermene conto, che quello che di diverso c'era era dentro.
Non so perchè, non era un giorno preciso nè era successo qualcosa di particolare, ma mi sono svegliata e dopo qualche minuto ho capito che il pensiero di certi ricordi, il suono di certi nomi, di certi posti, il vedere alcune immagini, alcune foto, non mi faceva e non mi avrebbe fatto più male.


[ E' una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. ]

E mi sono detta "era ora" e mi sono detta "è bello"

Così sono rimasta un pò stupita quando appena il giorno dopo qualcuno che conoscevo da poco mi ha guardato negli occhi, e con la sicurezza propria di chi mischia arroganza a dolcezza mi ha detto
"Sei triste"
"Ma no sto bene" E sorridevo, contenta di poterlo dire, finalmente, veramente " Avresti dovuto vedermi qualche tempo fa"
"Certe cose lasciano il segno"

Avrei potuto rispondergli.

Avrei potuto dirgli

"Hai ragione, certe cose lasciano il segno. E l'hanno lasciato nello scoprire persone inaspettate che mi hanno stretto fra le braccia, e nella fiducia ben riposta in chi sapevo che mi avrebbe ascoltato. In chi mi ha portato fuori, in chi mi ha fatto uscire, in chi mi ha baciata, in chi mi ha fatto ridere. In chi mi ha detto sfogati, e in chi mi ha detto adesso basta, devi smettere."

Ma sarebbe stato un pò troppo personale, un discorso così.

Avrei potuto dirgli
 
"Ha lasciato il segno in chi mi ha visto in mezzo ai bicchieri di sangria, di vodka, di vino da supermercato, e di improbabili cocktail. In chi mi ha visto ballare un pò ovunque, in chi mi ha preparato un lemon drop baciandomi la mano, a chi ho gettato le braccia al collo, a chi mi ha riportato a casa."

Ma avrebbe dato un'immagine di me un pò troppo decadente e fondamentalmente esageratamente triste.

Così mi sono limitata a sorridere. Senza dire niente. Non avevo voglia di rischiare di confermare l'idea di chi, come da protocollo, mi aveva già definita "assurda" ( " cioè , voglio dire che sei strana, ma nel senso di un complimento.")
Ora però mi viene in mente la risposta più adeguata, più appropriata, la riposta più vera che avrei potuto dare a chi guardandomi per la prima volta dritto negli occhi ci ha visto uno sguardo triste.

"Hai ragione, ha lasciato il segno. Ma soprattutto nel mio portafoglio, perchè uno dei modi che posso racconarti che mi fanno passare la tristezza è lo shopping. Affermo il mio appartenere alla razza femminile così, ma non me ne lamento. E sai quanto vale questo segno? Tanto quanto ho speso per comprare, negli ultimi tre mesi:

- tre abiti
- una camicia
- due paia di jeans
- otto paia di scarpe da sera
- nove canottiere
- sette magliette
- due borse
- cinque paia di pantaloni corti
- due paia di occhiali da sole

Il numero delle scarpe dovrebbe rendere l'idea. Mi è costato molto, in tutti sensi. Ma adesso, veramente, sto bene. "


Sarebbe stata forse la risposta più leggera e divertente, più appropriata, vagamente cinica.
Forse glielo dirò. Caso mai dovesse guardarmi nuovamente negli occhi.



EliSyb
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martedì, 05 agosto 2008, 15:51

Riscopro la semplicità delle cose con la schiena poggiata a terra e addosso soltanto una felpa, non mia, a separarmi dall'erba.
Non sento freddo forse perchè non è importante sentirlo adesso, ma c'è questo cielo davanti agli occhi che toglie il fiato.
Nonostante le luci lassù siano sempre le stesse tutto il resto è cambiato. E l'adesso è non pensarci e sentire soltanto questa terra. Sapere che è freddo solo perchè tu stai tremando, e non rispondere,non parlare di ciò che rimane in sospeso proprio qui, fra il naso e le stelle, ma ascoltare il suono del satellite che gira e gira coprendo " il rumore di fondo dell'universo" .
Si finge di non sapere per qualche minuto.
Solo qualche minuto per ascoltare il silenzio e tremare.

EliSyb
confusione, io voglio essere felice. commenti (5)?




martedì, 22 luglio 2008, 01:30

Mi sarà mai possibile instaurare una seria e duratura relazione sentimentale con il mio nuovo paio d'occhiali da sole? mi stò già innamorando.

Il motivo per cui mi trovo a esprimere queste considerazioni d'alto livello intellettuale invece di dormire è da ricercarsi nei due tè e un caffè bevuti oggi pomeriggio causa amica infatuata del figlio del propietario di un bar.

Beviamoci su.

EliSyb
impressioni, le mie voci. commenti (7)?




venerdì, 18 luglio 2008, 01:10

Si sente il bisogno di fare qualcosa che non sia quello che si aspetterebero che tu facessi. Ed a tutto questo ti porta una stanza vuota, una casa vuota e un silenzio smorzato solo dalla ventola del computer. Tanti buoni...propositi, tanta volontà di vivere l'istante che è adesso e non quello che verrà. Ma non funziona e lo sapevi. E, se ricordi, lo sai anche tu, per tutti quei pomeriggi passati ad ascoltare le mie ansie del domani. E adesso forse solo una punta di egoismo mi porta a non accettare questo momento che non volevo così ma che ho fatto diventare così. La cosa più difficile da accettare, e da dire, nonostante tutto, nonostante sia semplice.

Vorrei andare a dormire vestita, perchè è difficile adesso compiere un gesto così banale. Ho le mani pesanti, forse le ho sforzate troppo prima per premere un solo, stupido tasto. E poi lasciar cadere tutto per terra, sollevata. Ma adesso è peggio, che ho davanti una nuova conseguenza.

La cosa più difficile da accettare, e da dire, nonostante tutto, nonostante sia semplice : ho paura.

EliSyb
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venerdì, 11 luglio 2008, 17:03

Cerco di dare una conclusione ufficiale a questo periodo nel modo più rapido e indolore che conosca, sempre usato e sempre efficace : trenta minuti di tintura color mogano.
E' un modo più filosofico che altro di lasciarmi alle spalle questo periodo e cominciare, finalmente l'estate.
Sono passata oggi a ritirare la valutazione del tirocinio (un onesto 28). Ultima chiacchierata con il caposala,ultimo saluto agli infermieri.
Ieri sera assieme al ragazzo che faceva l'altro turno sono rimasta a cena con loro in reparto. Faceva un pò effetto sentir suonare i campanelli e non doversi alzare, nonostante l'istinto di farlo ci fosse.
Ricordo i piccoli, delicati momenti di questo ultimo mese e mezzo passato fra quelle quattro mura, con persone con cui ho passato più tempo che con la mia famiglia.

Per chi mi ha preparato acqua,zucchero e limone quando non mi reggevo più in piedi.
Per tutti i caffè bevuti insieme.
Per chi mi ha fatto riposare in medicheria,sul lettino, lasciandomi sola quando era il momento di non far vedere le lacrime.
Per le risate, i racconti, le vite di cui sono venuta a conoscenza.
Per un massaggio alle spalle, per un fazzoletto teso al momento giusto.

EliSyb
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lunedì, 23 giugno 2008, 21:03

Le cose che ti ho detto.

Ho passato un tempo sufficientemente lungo in questo piccolo mondo pieno di batteri da rendermi conto di aver ascoltato più volte certe frasi.
Dopo lunghe analisi ed accertamenti (mirati, come la buona vecchio Carpenito vorrebbe) sono giunta ad un conclusione.

Statisticamente entrando in contatto con una forma di essere umano di sesso maschile ho il 98% di probabilità che mi vengano rivolte almeno tre delle seguenti frasi:

1) Che begli occhi
2) OhmioDiohaiuncervello
3) Mi metti a disagio
4) E' perchè tu sei diversa/strana
5) Non guardarmi  così


Stesso tono di voce, stessa incredulità nel affermare la 2 (solitamente correlata alla 3)
Nell'udire più volte la 4 ho cominciato a controllare che non mi fosse spuntato un altro occhio sopra il naso. Giunti alla 5 so che siamo giunti all'ultimo stadio, il punto di non ritorno.
Forse sto affinando le mie capacità paranormali, forse la banalità delle reazioni che suscito è ciclica.
Vedremo. Per adesso le prendo come complimenti: io sono l'essere diverso con tre occhi!

EliSyb
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mercoledì, 11 giugno 2008, 18:22

Fare l'amore o il sesso qui non è più un dettaglio.

Non mi piace scrivere a vuoto. Non mi piace scrivere quando sto male, anche se , alla fine, ho sempre fatto così. Ma c'è questa cosa che mi preme addosso, che è difficile da sopportare. Chiamalo stress. Chiamalo lavoro. Chiamalo alzarsi alle sei di mattina e rendersi conto solo tre ore dopo di essere in ospedale, e di star levando  un ago. Mia madre mi ha detto che sono bella a stare così sempre senza trucco,che sono bella ma ho il viso triste. Io vedo una faccia scavata con gli occhi spenti.  Non mi piacere tastarmi le guance e non sentire quella carne che si accumula ai lati quando sorrido, non mi piace vedermi cascare i pantaloni di dosso. Mi spaventa non desidare i biscotti al cioccolato, o stupirmi di avere fame, ma certi pensieri mi fanno venire la nausea. Certi odori, ogni giorni mi entrano dentro. O forse sono le facce, della gente. O quei corpi, che mi toccano spingendo sull'autobus sudati, così vicini. Penso:non va bene, non va bene così, devo toccare le persone ogni giorno adesso datemi un pò di spazio. E ho voglia di fumare, ma non è una soluzione.Non lo è stata prima e so che non lo sarà adesso, ho voglia di stare da sola eppure non ci riesco quindi il mio cellulare squilla e ho tutto quello che avrei voluto prima ma ora non è il momento giusto. Ho rotto un bichiere, continuano a cascarmi le cose di mano e mi muovo facendo le mie cose piano piano, senza fretta, senza ansia. Sono svuotata, completamente, di ogni sensazione, e quando mi distraggo questo vuoto mi fa paura perchè sono sempre stata troppo di tutto, abbondante in ogni cosa, eccessiva nella gioia e nel dolore ma questa piattezza è tremenda perchè non sono io. Non sono io perchè non mi importa di quello che vedo allo specchio, non sono io perchè non mi fa più sussultare una telefonata. Capisco chi mi ha detto che si sentiva sotto una cupola di vetro, e che forse si stava bene là sotto, imperturbabili. Io volevo essere la persona giusta per romperla o almeno riuscire a sollevarla, ma non è andata così e non ti porto rancore, soprattutto adesso che capisco come si stà la sotto. In un certo senso al sicuro. Ma una parte di me si ribella comunque e non so che fare, non so che fare. Solamente passare il tempo. Non so più accendere le candele, sono in una scatola e maledico quelle blu. Vorrei buttarle, probabilmente lo farò prima poi. Ma certe cose,comunque, non si riescono ancora a mettere via.

EliSyb
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lunedì, 26 maggio 2008, 20:31

Briciole.

Mentre sconfortati ci lasciamo sciogliere al sole sopra una panchina inneggiando al suicidio di massa mi ritengo alquanto fortunata di essere capitata per il nuovo imminente tirocinio in un posto dalla tale tranquillità in cui, leggenda racconta, pare che gli infermieri passino il tempo a giocare a risiko online.
Ciò attenua almeno in parte la mia preoccupazione riguardo alla mia ultima inquietante abitudine di addormentarmi dove capita.
Incantatati dallo schermo del computer probabilmente non noteranno la mia assenza, o quanto meno i miei piedi sbucare da sotto il letto di un paziente (sotto, non sopra, nè dentro. In mezzo alla polvere insomma, ma al riparo e all'asciutto. A dormire.)

Cercando di mantenere una mente lucida e analitica mi accingo a stilare un elenco di posti in cui mi sono addormentata di recente:

- autobus (un classico) a sedere, e in piedi (non proprio addormentata ma assopita)
- treno , testa contro il finestrino
- sedia, con davanti il quaderno di appunti di microbiologia
- aula, viso nascosto fra le braccia (lezioni varie, spudoratamente dalla terza fila)
- sedia, giocando a d&d
- divano, pre e post giocata a d&d
- sedile posteriore della macchina (andata verso via tuscolana)
- sedile posteriore della macchina (ritorno da via tuscolana)

Nella speranza che un medico passi di qua concludo dicendo che non credevo fosse possibile addormentarsi a sedere finche non l'ho provato, e invito caldamente i lettori di sesso maschile a bere cocktail di bromuro. (Si ringrazia Pads come fonte scientifica di questo suggerimento)

EliSyb
viaggio, university. commenti (8)?




giovedì, 15 maggio 2008, 15:30

Post minimalista dedicato a tutti gli altri

ma soprattutto all'uomo della panchina accanto.
Che quando alla fine mi sono alzata mi ha seguito per dirmi che gli dispiaceva che stessi piangendo.
Che anche lui aveva avuto un lutto familiare di recente.
Gli ho risposto che la mia era una cosa molto più stupida,gliel'ho detto quasi ridendo.
Già ero più sollevata, per un uno sconosciuto che mi ha mostrato compassione.
Che mi ha rivolto due parole gentili, che mi ha detto che passerà, che ci sarà sempre qualcosa di meglio.
L'ho salutato ringranziandolo.
E' stata un'altra cosa che non mi aspettavo che sarebbe successa.

EliSyb
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giovedì, 15 maggio 2008, 15:25

Post minimalista dedicato a chi si alza presto la mattina

Ho preso 28 a statistica e 30 a fisica,godo come un riccio.

p.s. domandatevi pure perchè io debba dare questi esami, è quello che mi chiedo anche io

EliSyb
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